Atauro

L’idilliaca isola di Atauro è chiaramente visibile al largo di Dili, ma appartiene ad un altro mondo.
E’ una piccola isola di poco più di 100 km quadrati che si trova tra Timor Est e l’isola indonesiana di Wetar. Da un punto di vista amministrativo appartiene a Timor Est, ma ha molte peculiarità che la distinguono dal resto di questo paese. Innanzitutto la sua popolazione, costituita da circa 8.000 anime, è in gran parte protestante, diversamente da quanto accade in Timor Est, dove la confessione più diffusa è il cristianesimo; ma c’è da dire che molti cristiani su quest’isola conservano ancora antiche credenze legate alla vecchie tradizioni animistiche. Gli abitanti di Atauro poi, parlano 3 dialetti diversi di Wetarese, la lingua di Wetar, l’isola indonesiana che si trova a nord-est di Atauro: il manroni, parlato nei villaggi di Beloi e Bikeli, l’adade, parlato nel villaggio di Macadade, e l’humungili, usato nel villaggio di Makili; infine in molti usano una quarta lingua, il tetun, per comunicare con le persone degli altri villaggi che parlano dialetti diversi. Persone che vivono principalmente del pesce che pescano, dei prodotti derivanti dalle loro capre (questo animale è talmente importante qui che lo stesso nome dell’isola in un dialetto locale significa “capra”), della coltivazione di grano e di fagioli, e della raccolta della frutta e dei vegetali che la natura locale offre in abbondanza. Sull’isola è presente un eco-lodge, il Tua Koin, dove si può pernottare, e per chi ama fare snorkeling, è possibile godere delle belle barriere coralline di cui sono ricche le acque che circondano l’isola.