Sicurezza

Timor Leste ha conseguito solo recentemente (maggio 2002) l’indipendenza, e sta gradualmente dotandosi di istituzioni socio-politiche ed infrastrutture, mentre non appare tuttora in grado di garantire la completa sicurezza di visitatori e di contrastare efficacemente eventuali disordini. Il tasso di criminalità rimane alto e continuano a registrarsi borseggi e furti.
Dall’aprile del 2006 la situazione generale dell’ordine pubblico é andata deteriorandosi a causa dell’emergere di contrasti fra i veterani e le nuove leve delle Forze Armate, divisi per provenienza etnica, per livello di salari e per differenti trattamenti. La situazione è progressivamente uscita dal controllo del Governo, con il propagarsi degli scontri fra le diverse fazioni in varie zone del Paese, in particolare nella Capitale. Il partito Freitlin, allora al potere, non è riuscito ad evitare la grave crisi creatasi tra esercito e bande criminali. L’acuirsi di tali contrasti, con l’aumentare degli scontri a fuoco, ha portato il Governo a formulare nel giugno 2006 una richiesta di aiuto internazionale, cui hanno aderito Australia, Portogallo, Nuova Zelanda ed altri Paesi (creazione della missione UNMIT delle Nazioni Unite, agosto 2006). Si sono infatti tenute nell’aprile 2007, le elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria di Jose’ Ramos Horta (9 maggio) ed a fine giugno, le prime elezioni legislative della storia del Paese per l’istituzione del Parlamento nazionale, in sostituzione dell’Assemblea costituente, formata nel 2002. A seguito di lunghe e vane consultazioni per spingere i due principali partiti contendenti (Freitlin e CNRT) alla formazione di un Governo di Unita’ nazionale, Il Presidente di Timor Leste Ramos Horta ha designato Xanana Gusmao (del CNRT) nuovo Primo Ministro. Benchè il quadro della sicurezza sia migliorato rispetto al 2006, la tensione resta alta in varie parti di Timor Leste a seguito del malcontento manifestato dai sostenitori del Freitlin dopo la decisione presidenziale, considerata anticostituzionale e non rispettosa della volontà  popolare.
La situazione rimane comunque sotto controllo, grazie anche agli interventi dei 3.000 peace keepers e delle forze ONU. La missione UNMIT e’ stata prorogata sino al 2012.